Mistress o schiavo: chi è il vero padrone?

Mistress o schiavo: chi è il vero padrone?

Bellissime, affascinanti e crudeli, le mistress sono venerate come dee e i loro schiavi farebbero tutto quanto il possibile per soddisfarle, ma in realtà la magia è tutta da un'altra parte.

Quella che lo schiavetto in erba si sogna e desidera è solo la scena madre, sul palco con la mistress, che con i suoi desideri oscuri e perversi controlla le vite dei suoi sottoposti con cristallina perfezione.

In molti casi il lavoro di preparazione del momento clou della dominazione assoluta occupa settimane, se non mesi o anni di pratica prima di raggiungere la perfezione.

Quello che in molti sembrano ignorare è il fatto che, per quanto approfondito, coinvolto e realistico, si tratta pur sempre di un gioco che non si fa da soli.

In realtà il controllo molto spesso è semplicemente nelle voglie di umiliazione dello schiavo e la mistress è così gentile e accondiscendente da partecipare.

Questo non vuol dire che non si diverta e che non le piaccia, anzi, ma molto spesso nei giochi BDSM c'è un'estrema disparità di prospettive. In sostanza ognuno di coinvolti vede la sessione dall'ottica del suo ruolo e si immagina una certa prospettiva da parte dell'altro.

La mistress è lo strumento perfetto al servizio della dominazione dello schiavo

Per una mistress molto spesso il cardine dell'esperienza di sottomissione è la capacità di riuscire a intuire e a leggere i livelli inconsci di perversione del suo schiavo e costruire un ambiente che possa soddisfarli.

È per questo che molto spesso bisogna cercare dominatrici esperte, perché il loro versante di una sessione BDSM è infinitamente più razionale di quello fisico ed emotivo dello schiavo.

Per capire chi è che effettivamente comanda in una sessione dobbiamo sottolineare il fatto che esistono le Safe Word, le parole fuori contesto che si utilizzano per bloccare una sessione che non sta andando come previsto.

Possono essere termini piuttosto comuni o parole segrete senza senso, sequenze di gesti e altre azioni, in base a come è strutturata la sessione e sono lo strumento di controllo più potente in mano allo schiavo.

Se la miss in realtà molto spesso pone domande implicite al suo sottoposto per capire come reagisce e come vive la sessione, con la conseguenza di doversi adattare, quest'altro ha il potere di interrompere una cosa che non gli piace e la sua parola e legge assoluta.

Tutto nonostante fino a pochi secondi prima, magari, si trovasse legato come un maiale a terra a leccare le scarpe della sua padrona con una gabbietta che gli bloccava l'erezione e qualcosa infilato nel sedere.

Lo schiavo avrebbe potuto interrompere ogni singola parte, con un'obbligo più forte della volontà perversa di umiliarlo e dominarlo per il proprio piacere privato della mistress.

In realtà è la dominatrix ad essersi messa di fatto al servizio al suo schiavo. La padrona costruisce una scena in maniera molto accurata, per fare in modo che appaia esattamente come se fosse il frutto della sua insondabile e perversa volontà, ma in realtà è semplicemente un parco giochi per lo schiavetto.

Come si trova una mistress adatta?

È importante, quindi, quando si comincia una relazione di dominazione o ci si sottomette volontariamente a una nuova miss che conosciamo poco, definire anticipatamente quello che vogliamo subire.

Più lunga l'esperienza della dominatrix, maggiore è il suo divertimento ne togliere dalla lista delle possibilità quelle che il suo schiavetto vorrebbe maggiormente sperimentare e fa questo esclusivamente allo scopo di eccitarlo, costringerlo a esporsi e regalargli la dominazione perfetta, sotto ogni punto di vista.

Una principiante, invece ,è una che si lascia prendere la mano, non capisce confini e soprattutto non sa mantenere il ruolo. Finisce per diventare lei la schiava in una pantomima che non soddisfa nessuno.

Si lascia coinvolgere quando non deve e soprattutto non rispetta la volontà dello schiavo. Anzi addirittura nella maggior parte dei casi la ignora completamente, come se si trattasse davvero di un oggetto e non di un partner in un gioco BDSM.

Una dominatrice di questo tipo va tenuta il più lontano possibile, perché espone pericoli gravi e soprattutto può essere una che tramite il pericoloso strumento del mindfuck, cioè mandare fuori di testa lo schiavo grazie alla sua capacità di essere una divinità, semplicemente si impegna a svuotargli il portafogli.

Questo non vuol dire che non si possa scegliere una mistress che fa money domination, perché è uno dei giochi previsti nella dominazione BDSM, ma in tanti casi bisogna stare con gli occhi ben aperti di fronte a quelle improvvisate, che semplicemente chiedono soldi e non offrono un'esperienza fetish in cambio.

Schiavo, conosci al tua miss per venerarla con cieco desiderio!

Quando si deve cominciare un rapporto con una miss, quindi, occorre per forza una seduta conoscitiva o un briefing, che può essere fatto anche direttamente on-line in chat, magari in video, per capire se c'è un buon feeling.

Da lì si comincia a lavorare alla costruzione di un rapporto BDSM sano e soddisfacente. Una mistress che capisce il suo schiavo è anche una padrona severa e crudele, senza limiti e assolutamente selvaggia, che però non fa danni e anzi permette di godersi al 100% le fantasie più più personali.

È una padrona in grado di spingere progressivamente, un passo alla volta in avanti le possibilità di un rapporto sadomaso. Sempre diffidare delle mistress che dalla primissima sessione si comportano come delle furie impazzite, se non è nei patti, ovvio, perché molto probabilmente non sanno dosare il loro potere e rischiano di fare soltanto danni e di rendere molto noiosi gli incontri successivi.

Dal suo canto, invece, lo schiavo, che di solito è quello che si propone alla padrona ed eventualmente viene accettato, dovrebbe avere un minimo di prospettiva sui propri interessi.

Non è necessario che sappia perfettamente che cosa vuol,e perché in un rapporto BDSM la fase esplorativa è importantissima e le mistress più brave sono in grado di profilare rapidamente i propri schiavetti e di giocarci come fa la gatta con il topo senza ucciderlo.

All'inizio si possono avere in testa delle fantasie molto cervellotiche, spesso frutto della profonda perversione degli uomini che adorano farsi dominare dallo splendore fatto carne della loro mistress, padrona unica, che però in tanti casi risultano essere inapplicabili, se non in forme rituali, come la castrazione.

Trovare una miss che sappia adattare con stile le possibilità alla fantasia di quello che potrebbe anche diventare il suo schiavo prediletto è difficile, ma un passaggio necessario se si ha intenzione di passare a un livello superiore nel rapporto di dominazione e sottomissione.

Lo schiavo sceglie di farsi maltrattare, di subire umiliazioni anche estremamente crudeli e severe, ma che sono sempre giochi e simulazioni basate sui suoi desideri.

In definitiva, quindi il vero padrone nelle sessioni è lo schiavo, la vittima volontaria che ha in mano le chiavi per bloccare le sessioni, il bersaglio delle voglie di dominazione assoluta delle mistress e la persona per cui devono essere costruite le scene più depravate.

Importante è sempre ricordare che fuori dalla sessione, la miss non ha in realtà nessun potere sula persona dello schiavo. Se la situazione dovesse prendere una strada di codipendenza, è necessario che ogni dominato prenda le redini della propria inutile vita e cambi mistress, perché il rischio di perdere la propria identità al di fuori del rapporto BDSM è alto e le situazioni possono degenerare.

Un rapporto di dominazione sano è piacevole, per quanto basato su frustate e umiliazioni, aiuta a crescere e ad affrontare i propri mostri, battendoli e sublimandoli nella venerazione assoluta di una mistress divina e severa.

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